mercoledì 26 marzo 2014

LA CONTRO COPERTINA DI TARGATOCN: Parliamo seriamente delle burle o ci scherziamo su?

C'è gente che si diverte da morire ad architettare gli scherzi. Io non sono fra questi.

Colgo solo il lato crudele, l'inganno di una persona che per una qualche frazione di secondo si ritrova a contatto con qualcosa di improvviso, strano e a volte spiacevole. Chi subisce lo scherzo il più delle volte non lo apprezza per nulla, ma ride ugualmente. Si mostra superiore a chi gli ha teso il tranello, finge di divertirsi, ma cova il fastidio, anche l'odio.

L'unico scherzo del quale sono stata vittima e del quale conservo il ricordo è stato il tradizionale gavettone da spiaggia, il giorno di ferragosto di decenni fa. Ero andata a trovare un'amica in uno stabilimento balneare poco lontano dal mio. Ferma davanti agli ombrelloni, cercavo con lo sguardo la ragazza. Intorno a me, nessuno. Un attimo, ed ero inondata da uno scroscio d'acqua, probabilmente una bella secchiata. Mi volto, guardo a destra, a sinistra, davanti, dietro. Nessuno. Soltanto gente divertita sdraiata sotto il sole. Non così “tanto” divertita, devo dire, e la cosa mi consola un pochino. Me ne sto ferma e gocciolante per qualche istante, tanto della mia “amica” (mi ero fatta un'idea di chi possa essere stata la mente della burla, e non mi ci è voluto neppure un grande sforzo) non c'è traccia. In seguito le ho chiesto, ma lei, meschinamente ha negato.

Ringrazio di essere stata il bersaglio di uno scherzo piuttosto innocuo, eppure ci sono stata male. Non riesco a pensare come possano sentirsi coloro che invece sono le vittime di beffe assai più crudeli, quelli terribili che sono ripresi dagli amici e poi trasmessi sul web o nelle trasmissioni televisive, che peraltro piacciono tantissimo.

Gente che dorme e viene svegliata dallo scoppio di petardi sotto il letto, oppure terrorizzata dall'incontro improvviso con un essere mascherato spaventoso, o che si ritrova un manichino accanto, sempre nel letto (uno dei punti forti di quelli che organizzano i giochetti). I burloni hanno sempre un un sacco di tempo a disposizione, a quanto sembra, per pensare e congegnare e filmare e montare e divulgare i loro scherzi. A me viene sempre da pensare se non abbiano altro da fare, perché del lavoro, anche stupido, dietro ad uno scherzo ben fatto c'è comunque.

Quindi non è che attenda con impazienza il 1° aprile, il giorno tradizionale del cosiddetto “pesce”, le cui origini non sono neppure così chiare. Mistero, o fin troppe teorie, sulla scelta del giorno e sulla scelta del nome. Sta di fatto, però, che ormai da molti anni è abitudine, anche da parte di serissimi mezzi di comunicazione, dare notizie palesemente assurde che, data la fonte da cui provengono, per qualche ora sono considerate veri e propri scoop, riportati a loro volta da altri giornali e TG.
Ormai nessuno ci casca più.




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